Domande e risposte più frequenti
Sismicità
La grandezza di un evento sismico può essere misurata mediante la magnitudo o l'intensità macrosismica.
- La magnitudo è una grandezza fisica ed è espressa attraverso un numero decimale puro. Essa viene calcolata a partire dall'ampiezza delle onde sismiche registrate dai sismografi o grazie alla stima del momento sismico, anch'esso ricavato dalle registrazioni strumentali. Ogni incremento di una unità di magnitudo corrisponde ad un aumento di circa trenta volte dell'energia emessa. La scala di magnitudo più conosciuta è quella proposta da Richter, negli anni '30. Il più forte evento registrato in Italia è stato il terremoto di Messina del 1908, con M~7.1 e oltre 80.000 vittime stimate.
- L'intensità macrosismica (o intensità) di un evento sismico classifica gli effetti provocati sull'ambiente, sulle cose e sull'uomo, e viene pertanto assegnata alle diverse località interessate dall'evento (intensità di sito). L'intensità epicentrale rappresenta l'estrapolazione degli effetti che si sarebbero manifestati all'epicentro, ovvero teoricamente nel punto sulla superficie terrestre più vicino alla sorgente del terremoto; in tal modo può essere considerata una misura dell'energia liberata. In Italia, l'intensità di un evento sismico viene valutata con la Scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg, più nota come Scala Mercalli) che si compone di dodici gradi. Nella classificazione proposta, gli eventi sono percepibili a partire dal III grado; dal VI all'VIII si verificano danni alle abitazioni; a partire dal IX grado, gli effetti sono distruttivi, con frequenti crolli totali ed effetti sull'ambiente circostante.
Per rispondere a questa domanda bisogna distinguere a quali eventi sismici ci si riferisce.
La rete sismica rileva numerosi segnali che possono essere associati ad eventi sismici legati ad attività umane o a eventi naturali come le perturbazioni metereologiche. La frequenza di questi segnali è legata alla frequenza con cui questi eventi si verificano. Per quanto riguarda le perturbazioni metereologiche, queste sono maggiormente presenti in tarda primavera estate; i segnali relativi a questi eventi vengono riconosciuti ed esclusi dal catalogo degli eventi sismici.
Per quanto riguarda i segnali relativi alle attività umane, i treni costituiscono senza dubbio la fonte di segnale sismico più frequente e forte rilevato dalle stazioni della rete. Più in particolare, le stazioni OL05 e OL06 risentono del passaggio dei treni lungo la linea che attraversa Lodi (con una frequenza mediamente di 15-30') e del passaggio di autoveicoli (es: la stazione OL05 si trova vicino alla statale SS9). Le stazioni OL02, OL03 e OL04 risentono del passaggio dei treni lungo la linea ad alta velocità (con una frequenza mediamente di 10') e del traffico dell'autostrada A1.
Per i terremoti, la risposta a questa domanda presenta alcuni aspetti di maggiore complessità. Dai dati disponibili è possibile stimare una frequenza pari a un evento in 50-70 anni con un'intensità prossima alla soglia di inizio danno. L'area del Lodigiano infatti risente degli eventi moderati, poco frequenti e profondi di questo settore della Pianura Padana, ma anche di eventi più energetici e lontani, prevalentemente quelli che avvengono lungo le strutture tettoniche attive delle Alpi Meridionali e degli Appennini Settentrionali.
Lodi è il centro abitato per il quale sono disponibili il maggior numero di informazioni e la storia sismica di Lodi, riportata nel Database Macrosismico DBMI15 (Locati et al., 2016) è costituita da circa 40 osservazioni, relative a terremoti a partire dal Medioevo. A partire dal 1500 sono riportati 8 eventi di intensità superiore o uguale a 5, senza mai raggiungere il sesto grado, soglia del primo danno nella scala macrosismica. Per ulteriori dettagli consultare la pagina Sismicità storica e strumentale nella sezione "Monitoraggio Sismico".
Sismicità Indotta
Il database HiQuake (https://inducedearthquakes.org/) elenca i casi di sismicità indotta nel mondo. Per le attività di produzione e/o stoccaggio del gas, il database riporta i 7 seguenti casi in 5 diversi paesi:
- Gazli, Uzbekistan (Plotnikova et al., 1996) — Lo stoccaggio utilizza un deposito naturale di produzione di gas che viene convertito allo stoccaggio nel 1988. Plotnikova et al. (1996) riportano sismicità con magnitudo compresa tra 4 e 5 durante il periodo di stoccaggio, e soprattutto durante i primi tre anni di riempimento del serbatoio. Dal 1988 il deposito è stato utilizzato per lo stoccaggio di gas. Va sottolineato che il sito di Gazli è noto a causa di due forti terremoti, rispettivamente M 6.8 nel 1976 e M 7.2 nel 1984, avvenuti durante il periodo di sfruttamento del reservoir per la produzione di gas, che causarono danni ingenti e morti nella città di Gazli. Non è dunque escluso che la sismicità rilevata durante il successivo periodo di stoccaggio non sia legata ai due eventi maggiori avvenuti in precedenza. Tuttavia, l'informazione scientifica è piuttosto incerta, anche perché la letteratura disponibile è principalmente in lingua russa.
- Progetto di stoccaggio di gas Castor, offshore della Spagna (Cesca et al., 2014; Gaite et al., 2016) — Questo progetto mirava a utilizzare un giacimento esaurito di olio (campo petrolifero di Amposta) costituito da rocce carbonatiche fratturate, situato offshore nel Golfo di Valencia (Spagna settentrionale), a circa 20 km dalla costa. Era prevista una capacità di stoccaggio pari a circa 1,3 miliardi di metri cubi standard di gas naturale, sufficienti a soddisfare il 25% delle necessità di stoccaggio della Spagna. La sequenza sismica è iniziata tre giorni dopo l'inizio delle iniezioni, con eventi via via crescenti fino a ML 2.6. L'iniezione è stata interrotta dopo 12 giorni ma questo non è stato sufficiente a bloccare i terremoti, anzi, il più forte evento Mw 4.3 si è verificato due settimane dopo l'interruzione dell'iniezione. In totale, sono stati rilevati oltre 1000 terremoti, di cui più di 420 con ML ≥ 2. Sismicità debole era ancora in corso nel 2016 (Gaite et al., 2016). La sequenza sismica indotta dallo stoccaggio di Castor ha determinato una forte reazione pubblica negativa, anche perché la popolazione era molto sensibilizzata al problema del rischio sismico dopo il terremoto Mw 5.1 avvenuto a Lorca (circa 250 km più a sud, lungo la costa) nel 2011. A seguito dei terremoti avvenuti, il progetto è stato sospeso. A posteriori, è stato riconosciuto che le attività di iniezione del gas avevano riattivato una faglia del sistema di faglie di Amposta. Inoltre è stata riconosciuta una inadeguatezza sia nella infrastruttura di monitoraggio sismico, sia, e soprattutto, nella capacità di analizzare efficacemente e tempestivamente i dati sismici raccolti.
- Campi di stoccaggio di Bergermeer, Norg e Grijpskerk, in Olanda (Anonymous, 2014) — Per questi casi si riporta solo un numero molto limitato di eventi molto deboli, per i quali non esiste ancora alcuno studio scientifico pubblicato. Le uniche evidenze documentate riguardano alcuni microeventi con magnitudo massima 0.7 avvenuti nel 2013 presso il deposito di Bergemeer durante la fase di creazione del cushion gas e rilevati da array microsismici calati in pozzo. Anche in questo caso, è importante distinguere queste attività dalla più nota attività di produzione di gas a Groeningen che ha dato origine ad alcuni terremoti noti in letteratura.
- Háje, Czech Republic (Benetatos et al., 2013; Zedník et al., 2001) — Lo stoccaggio è effettuato in caverne sotterranee e in prossimità dell'area sono stati registrati due terremoti di magnitudo 0.2 e 0.4 nel 2009.
- Hutubi, China (Tang et al., 2015; Zhou et al., 2019) — Lo stoccaggio utilizza un deposito naturale di produzione di gas che viene convertito allo stoccaggio nel 2013. Vengono rilevati circa 200 eventi durante i primi cicli di iniezione del gas, con due eventi maggiori M 2.7 e M 3.0 nel 2013 e alcuni eventi minori nel 2014, a distanza rispettivamente di circa 3 km e 1 km dal serbatoio. Gli studi più recenti (Zhou et al., 2019) ritengono che questi eventi siano indotti e causati dalla riattivazione di faglie pre-esistenti a causa della diffusione di stress poro-elastico.
Infine Evans et al (2015) riportano il caso di microsismicità (ancor meglio classificabile come nanosismicità) rilevata presso lo stoccaggio di Germigny (Francia settentrionale, stoccaggio in acquifero) operativo dal 1982. Nel periodo a cavallo tra il 1991 e 1992 venne rilevata della microsismicità di livello strumentale (meno di 30 eventi), rilevata solo dai sensori calati in pozzi profondi e localizzata nello strato produttivo in vicinanza dei pozzi di iniezione (Deflandre et al., 1993; Fabriol, 1993).
In Italia non ci sono evidenze di eventi correlati alle attività di stoccaggio del gas.
Va considerato da un lato che gli stoccaggi di gas in Italia sono effettuati esclusivamente in depositi di gas depleti, e questa è una tipologia di stoccaggio ritenuta particolarmente sicura. In molti casi il monitoraggio sismico degli stoccaggi di gas, viene effettuato dallo stesso soggetto (privato) che effettua lo stoccaggio. Tuttavia anche per lo stoccaggio di Collalto (TV) - monitorato con una rete sismica dedicata da parte di un Ente Pubblico di Ricerca (OGS) e i cui dati e analisi sono pubblici - si riscontra l'assenza di sismicità correlata all'attività di stoccaggio.
Monitoraggio sismico
Il sismografo è uno strumento che trasforma il movimento del suolo causato da un evento sismico in una registrazione permanente. Esso consente di analizzare opportunamente e di riesaminare in qualunque momento l'insieme delle onde sismiche.
Il sistema di monitoraggio acquisisce in continuo il segnale dalle stazioni della rete, lo analizza per riconoscere eventuali variazioni e, se queste variazioni sono riscontrate in più stazioni, ne localizza l'origine e l'intensità. Se sussistono le condizioni viene dichiarato il cosiddetto “evento sismico”. Tutto ciò avviene in pochi secondi a partire dal momento in cui il segnale viene registrato.
Può succedere che vengano identificati anche eventi diversi o falsi eventi dovuti alla corrispondenza casuale di variazioni di segnale. Dato che il sistema è calibrato per essere molto sensibile (ricordiamo che lo scopo principale è quello di registrare la microsismicità) ci possono essere numerosi falsi eventi. Per questo motivo, tutte le elaborazioni automatiche sono riviste da un sismologo esperto, che analizza gli eventi rilevati e li conferma nel caso in cui questi corrispondano a terremoti locali o eventi potenzialmente connessi all'attività dell'impianto di stoccaggio.
Il moto del suolo registrato dagli strumenti viene usualmente rappresentato con dei grafici, chiamati sismogrammi, che descrivono il movimento del terreno al passare del tempo. Dai sismogrammi si può valutare (sia visivamente sia attraverso analisi al computer) dove è avvenuto un evento sismico, quanto forte è stato e alcune altre sue caratteristiche.
Per maggiori dettagli consultare la pagina omonima.
Nel sismogramma possiamo riconoscere le fasi (cioè particolari tratti delle forme d'onda) relative a specifici fronti d'onda che si generano alla sorgente o all'attraversamento della struttura geologica della Terra, che è complessa, e il “rumore sismico”, cioè la vibrazione risultante da un gran numero di processi di origine diversa (dalle perturbazioni atmosferiche al moto oceanico, dalle attività umane ai terremoti stessi) che corre continuamente lungo la superficie terrestre similmente al moto ondoso continuo che troviamo, più o meno forte, sul mare.
Dalle specifiche fasi riconoscibili nei sismogrammi generati da un evento sismico si può stimare (sia visivamente sia attraverso analisi al computer) dove è avvenuto, quanto forte è stato e alcune altre sue caratteristiche.
Le opere strutturali dell'impianto IGS Cornegliano Stoccaggio sono state progettate secondo le norme tecniche per le costruzioni adottando parametri particolarmente severi e conservativi; le strutture sono quindi robuste e certamente in grado di resistere agli eventi sismici attesi senza subire danni.
Nel caso di ipotetici eventi catastrofici, molto più violenti e improbabili, le strutture potrebbero subire danni localizzati ma nessun crollo; in questo caso l'impianto è dotato di sistemi di sicurezza intrinseci che, in caso di anomalia, interrompono le condizioni di funzionamento e pongono l'impianto in condizioni non operative.
Monitoraggio geodetico
Come citare il Monitoraggio di "Cornegliano Stoccaggio"?
Il riferimento da citare per l'utilizzo di parametri e informazioni contenuti in questo website è:
Monitoraggio di “Cornegliano Stoccaggio” Working Group, 2019. Monitoraggio di “Cornegliano Stoccaggio” web site - http://rete-cornegliano.crs.inogs.it
In caso di utilizzo dei dati sismici, si prega di citare:
RSCL Working Group (2019). Rete Sismica di Cornegliano Laudense - http://rete-cornegliano.crs.inogs.it - https://doi.org/10.7914/SN/OL