La rete di monitoraggio sismico
La Rete Sismica di Cornegliano Laudense - RSCL è costituita da dieci stazioni sismometriche e da una stazione geodetica GNSS-GPS permanente di precisione, incentrate sul serbatoio di stoccaggio del gas di Cornegliano Laudense. Il monitoraggio sismico è attivo dall’1/1/2017.
La RSCL è integrata da alcune stazioni appartenenti alle reti sismiche regionali gestite dall’OGS e alla Rete Sismica Nazionale Centralizzata (RSNC) gestita dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV); in tal modo è possibile completare le rilevazioni di eventi sismici non percepibili dalla popolazione, avvenuti in tutte le direzioni fino alla distanza di alcune decine di chilometri dal sito di stoccaggio.
Tutte le stazioni della RSCL sono dotate di sismometro posto in pozzo, con lo scopo di migliorare la qualità del segnale rilevato, e di un accelerometro posto in superficie. La figura mostra una mappa della RSCL con evidenziati i Domini di Rilevazione adottati dal sistema di monitoraggio, in accordo con quanto definito nelle Linee Guida del MiSE.
Cosa si misura
La RSCL registra le vibrazioni del terreno causate dal passaggio delle onde sismiche. Poichè gli strumenti sono molto sensibili, vengono rilevate tutte le vibrazioni del suolo, sia quelle causate dai terremoti sia quelle generate da altre sorgenti come ad esempio il transito di mezzi (treni, camion, ...), le attività di macchinari industriali, gli eventi meteorologici (vento, tuoni, …) o le esplosioni di cava o ordigni bellici. Una adeguata analisi del segnale permette generalmente di discriminare il diverso tipo di eventi fra loro.
La RSCL è in grado di rilevare eventi sismici di interesse per la comunità (avvertibili quindi con intensità diversa dalla popolazione) ma anche eventi che non sono percepiti dall’uomo, siano essi terremoti forti e lontani (per esempio quelli che avvengono in Giappone e Cile) o eventi molto deboli che avvengono in prossimità della rete.
Il sistema di monitoraggio acquisisce in continuo il segnale dalle stazioni della rete, e lo analizza automaticamente per riconoscere eventuali anomalie; se queste variazioni sono riscontrate simultaneamente in più stazioni, il sistema localizza l’origine e ne quantifica l’entità. Qualora sussistano determinate condizioni, il fenomeno viene dichiarato “evento sismico”. Tutto ciò avviene in pochi secondi da quando il segnale viene registrato.
Il sistema automatico è calibrato in modo tale da riconoscere principalmente i terremoti, ma può succedere che vengano identificati come evento sismico anche fenomeni diversi o falsi eventi dovuti alla simultaneità casuale di variazioni di segnale. Dato che lo scopo principale della RSCL è quello di registrare i microsismi che non vengono identificati dalle reti regionali o nazionali, il sistema è stato tarato su soglie di sensibilità molto elevate, il che comporta ci possano essere numerosi falsi eventi. Per questo motivo, tutte le elaborazioni automatiche sono riviste da un sismologo esperto, che analizza gli eventi identificati automaticamente, confermandone l’esistenza nel caso in cui essi effettivamente corrispondano a terremoti naturali locali, o a eventi potenzialmente connessi all’attività dell’impianto di stoccaggio.
Cosa rappresentano i sismogrammi
La vibrazione del suolo registrata dagli strumenti viene usualmente rappresentata con dei grafici, chiamati sismogrammi, che descrivono il movimento del terreno (in spostamento, velocità o accelerazione) al passare del tempo. Dai sismogrammi si può valutare dove è avvenuto l’evento sismico, quanto forte è stato e alcune altre sue caratteristiche.
Una volta i sismogrammi venivano tracciati su carta e analizzati visivamente. Oggi i dati digitalizzati vengono archiviati su supporti elettronici e vengono analizzati attraverso appositi programmi per essere interpretati oppure rappresentati a video o stampati su carta.
Seguono, a titolo illustrativo alcune rappresentazioni di sismogrammi, come appaiono in tempo reale nella sezione Sismogrammi in tempo quasi reale di questo sito, o come vengono elaborati dal personale incaricato della loro interpretazione.
A seguire sono riportati infine alcuni esempi di segnali registrati dalla RSCL relativi a diversi tipi di eventi. Nell’ordine:
- i sismogrammi relativi a un evento forte avvenuto in Italia Centrale;
- un evento forte lontano (“telesisma”) avvenuto nell’Oceano Pacifico;
- i segnali dovuti a treni in transito;
- la registrazione di due micro-terremoti locali.
A cosa serve il monitoraggio sismico
Il monitoraggio sismico serve ad identificare e misurare eventi sismici nelle vicinanze, o potenzialmente di interesse, per l’impianto di stoccaggio di gas di Cornegliano Laudense denominato “Cornegliano Stoccaggio”.
Se la vibrazione del terreno identificata automaticamente entro pochi secondi dal sistema come ‘evento sismico’ corrisponde a un terremoto locale e ha certe caratteristiche, viene allertato il personale sismologo di reperibilità presso OGS: nell’arco di alcune ore, l’intervento e l’analisi manuale dei dati conferma o elimina l’evento. La localizzazione e magnitudo degli eventi vengono infine pubblicate sulla pagina del sistema di monitoraggio integrato contenente gli “Eventi Recenti”. Nel caso sussistano “condizioni di attenzione”, il gestore dell’impianto di stoccaggio è avvertito con tempestività.
Per “condizioni di attenzione” si intendono quelle situazioni in cui si riscontra un aumento anomalo della microsismicità (in termini di magnitudo e/o di numerosità degli eventi rilevati) rispetto alle condizioni ritenute “normali” all’interno dei domini di rilevazione (il cosidetto background sismico). In tal caso, il personale sismologo addetto al monitoraggio intensifica i controlli e le analisi in modo da disporre di un quadro accurato e aggiornato sulla microsismicità rilevata e verifica con il gestore dello stoccaggio l’attività svolta, in modo da poter stabilire o escludere eventuali correlazioni tra l’attività di stoccaggio e la microsismicità rilevata.
Il sito web del Monitoraggio di “Cornegliano Stoccaggio” mette a disposizione informazioni complete sulle stazioni della rete sismica, grafici, documenti tecnici e scientifici, e rapporti sull’attività svolta. Ulteriori approfondimenti sono riportati nella sezione FAQ, dedicata alle domande frequenti.